La Felicità

Che cos’è la felicità… quando una persona può sentirsi veramente felice?
la felicità è forse soddisfazione?
la felicità è forse piacere?
è forse appagamento?

Sono millenni che l’Uomo cerca una risposta a questa domanda… i più grandi filosofi si sono avvicinati a questa domanda… forse senza mai avere una risposta definitiva, ho letto di molti filosofi sopratutto dell’antica Grecia, che hanno assimilato la felicità alla virtù, o meglio la virtù è uno strumento che conduce alla felicità… beh devo dire che è un punto di vista molto interessante… da non sottovalutare.

Rovescia completamente la concezione della società materialista contemporanea, che considera la virtù e la giustizia un fine all’altare del quale bisogna sacrificare proprio la nostra  felicità, invece riscoprendo una concezione antica che è molto simile anche alla concezione cristiana… la giustizia non solo non è incompatibile ma diviene lo strumento attraverso il quale noi possiamo raggiungere la vera felicità… un tema che ho deciso di approfondire perchè reputo molto interessante. Mi sono anche reso conto di quanto sia importante la filosofia, sempre considerata dagli studenti e dall’uomo contemporaneo come un vezzo, un esercizio inutile, invece può influire sulla vita di noi tutti in modo significativo.

La mia concezione della felicità è sempre in continuo aggiornamento, in questo momento mi sono fatto un idea, più su come definirla quando c’è più che come raggiungerla, partiamo dalla fine insomma…

per me la felicità è quello stato mentale di una persona che si compone di due elementi fondamentalmente, uno oggettivo e uno più soggettivo: benessere e soddisfazione.

Benessere inteso come benessere fisco, morale e psicologico della persona,che è la parte “fisica” della persone, è l’elemento base, le cose minime che ognuno dovrebbe avere per essere realmente felice…

La soddisfazione invece è l’elemento meno materiale, (anche se molti degli aspetti del benessere non sono materiali) o se vogliamo è l’elemento più soggettivo… perchè essere soddisfatti è un concetto che non dipende solo da quello che veramente si ha, ma molto da quello che si vorrebbe avere, e se quello che si vorrebbe avere è slegato dalla realtà immotivatamente, forse per nostre storture psicologiche, avviene che la soddisfazione sarà sempre bassa… è come una proporzione matematica, se il denominatore è artificialmente accresciuto avviene che il risultato del rapporto è sempre più basso… ma capire qual’è il giusto valore del denominatore è forse la risposta definitiva sull’argomento. Per conoscere il giusto valore del denominatore forse occorre necessariamente collegarlo all’ambiente e alle circostanze oggettive ambientali considerando anche le proprie aspirazioni personali.

Forse capisco ancora di più il detto “i soldi non fanno la felicità ma aiutano” perchè i soldi sono un elemento importante ma che rientrano nell’elemento oggettivo benessere, mentre incidono in modo minore nell’elemento soddisfazione…

l’ultima domanda il rapporto benessere e soddisfazione è un rapporto moltiplicativo o semplicemente addizionale? in questo momento ritengo sia moltiplicativo perchè la soddisfazione può annullare anche un elevato livello di benessere, 100 moltiplicato per 0.0001 fa 0.01… e questo potrebbe spiegare come persone che sembrano non avere niente sono molto felici e viceversa chi ha molto sembra essere triste.

Quindi un ipotetica equazione della felicità potrebbe essere F = B x S
dove B è un elemento composta dalla somma algebrica di tutte i vari “benesseri” ai quali è dato un peso differente a seconda dell’importanza che si da ad ognuna di esse, ad esempio
B= (b1*0.1) + (b2*0.3) + (b3*0.5) ecc ecc

Mentre la soddisfazione è un rapporto divisorio tra ciò che si ha percezione di avere e ciò che si desidererebbe di avere St/St+1.

quindi un ipotetica equazione della felicità potrebbe essere questa:

F= ((b1*0.1) + (b2*0.3) + (b3*0.5)) x (St/St+1)

si dovrebbe trovare il modo di normalizzare questo indice, magari con un un indice della felicità media o massima… mi riservo di tornare sull argomento per indagarlo meglio…ma per stasera ci siamo divertiti anche un pò troppo i filosofi e i matematici non me ne vogliano o fantasticato un pò… spero di aver suscitato qualche elemento di riflessione almeno.

Aggiornamento 17/12/12:

Ci ho pensato un pò, forse si potrebbe fare anche un indice normalizzato, anche se perderebbe un pò di informazioni, occorrerebbe scomporre i due elementi, quello soggettivo e oggettivo e ricomporli tra loro, ovvero fare una sommatoria tra i benesseri oggettivo (benessere in se) e il benessere soggettivo (soddisfazione) addizionata anche per quei benesseri non percepiti ma che bisognerebbe saper misurare.., tutta questa sommatoria andrebbe divisa per la sommatoria dei benesseri desiderati in pratica semplificando F= Bp+Bx/Sd dove Bp è il benessere percepito, Bx è il benessere non percepito, Sd è la soddisfazione desisderata… perdiamo l’oggettività del benessere inteso come sommatoria di tutti i benesseri della precedente formula e abbiamo qui un benessere X che è difficile da individuare ma almeno abbiamo un indice nel quale sappiamo che 1 corrisponde alla massima felicità :), per il momento continuo a preferire ancora il primo indice ma questo elemento indice che potremmo chiamare felicità relativa può essere esplicativa della precedente.

Sman

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