Il Peccato Vol II (un piccolo difficile caso particolare)

Vorrei  riprendere l’ultimo mio Post quando parlavo di peccato…

Mi piacerebbe concentrarmi su di un esempio border line, cioè per capire cosa è un peccato vorrei provare ad analizzare un peccato che solitamente per la concezione moderna non viene riconosciuto come tale…

Non che in realtà sia solo questa la motivazione, ma mi piacerebbe indagare su una cosa su cui ho spesso riflettuto

Il peccato, o se preferite lo specifico male che devia dalla giustizia gli uomini che voglio esaminare stasera è la cosidetta masturbazione.

Ho voluto premettere che questo è ritenuto dalla società di oggi un non peccato, perché rientra in quella tipologia di azioni ritenute neutre se non positive, anzi flotte di psicologi ne descrivono l’estrema positività, a anche i medici nel caso maschile addirittura gli effetti benefici nella prevenzione del cancro alla prostata.

Esaminiamo l’argomento, può essere questa atto umano un peccato? Ripetiamo come abbiamo definito il peccato? Come un azione irrazionale contraria al bene dell’uomo, il cui scopo è tendere alla sua vera felicità ottenibile perseguendo il bene supremo che è l’Amore che è Dio.

Questo atto può essere dannoso per la felicità umana? Analizziamo per estremi, un uomo che è vittima di una masturbazione compulsiva è felice? Compie un azione per lui positiva, tutti saremo d’accordo nel dire di NO, allora la prima affermazione che possiamo dire è che

“La M. non è sempre positiva”

Mi si dirà ma tutto non è sempre positivo, affermare che non è sempre positivo è un affermazione ovvia…
mi permetto di dissentire, l’Amore vero e incondizionato (non parlo dell’amore possessivo che non è Amore) può essere forse negativo?, gli esempi di amore estremi, come ad esempio persone che si sono sacrificate per altre sono per voi forse esempi  negativi o sono invece la sublimazione del Bene?

Passiamo invece all’altro estremo, colui che non pratica mai la M. compie un azione negativa? Alcuni diranno si sostenendo che si sottopone ad una sofferenza inutile, ma pensiamo a tutti quegli asceti anche di altre religioni che hanno rinunciato a questi piaceri per motivi morali e per nobili principi, possiamo affermare con certezza che sono infelici? Possiamo dire che sono un esempio negativo per gli uomini? Ancora no, oppure pensiamo ai coniugati che rinunciano a questa azione perché soddisfati dalla loro vita intima, quindi possiamo ora enunciare:

La rinuncia alla M. non può essere definita con certezza un male

Quindi ora che abbiamo definito i confini estremi della questione proviamo ad addentrarci nel concetto in se… molto arduo

Che male fa una persone che compie questo atto? Quale danno può provocare a se stesso o agli altri, in prima istanza nessuno, ma pensiamo meglio alla pratica di questo atto. Spesso questo si accompagna a pensieri ed immagini proibite, come ad esempio possedere persone che non si possono avere o che farlo comporterebbe un danno a qualcuno, però d’altro canto mi si può dire sono solo pensieri cattivi che vengono a tutti normalmente  e che avvengono non solo nella sfera sessuale…  a volte si vorrebbe rubare qualcosa, picchiare una persona, ma rispondo io la persona sana di mente o virtuosa anche se per un momento si lascia andare a tali pensieri poi li contrasta li rinnega… o li considera come inattuabili, cosa che non è possibile fare durante il compimento di quest’atto oggetto di questa analisi… pena il vanificare lo stesso.

Mi si potrebbe dire, ok su questo puoi avere ragione, ma supponiamo che un uomo immagini di avere rapporti con la propria compagnia o con una aspirante tale che non “appartiene” a nessun altro o che comunque è lecito desiderare…  mi viene da rispondere certo, in questo caso l’atto esterno che si sta desiderando è un atto normalissimo e anzi bellissimo e giusto, ma stiamo desiderando tutto l’atto amoroso tra due amanti, ovvero entrambi i componenti l’agape e l’eros cioè l’amore puro e la passione? O è solo quest’ultimo oggetto di desiderio, e al di la delle chiacchiere da bar a vostro parere il sesso senza amore è bello? Il desiderio di possesso di un corpo conduce alla vera felicità definitiva? E abituarci a desiderare solo l’atto materiale di una relazione non ci inclina a essa? E anche compiere l’atto senza pensare non può escludere del tutto la nostra bramosa ricerca del solo piacere fine a se stesso?

Quindi possiamo enunciare ora:

Anche la M. in presenza di un desiderio lecito o priva di desiderio non può considerarsi sicuramente un non male

Non ne possiamo cioè essere sicuri…

Mentre scrivo queste cose, mi rendo conto della sfortuna umana… perché son consapevole che io stesso che sto affermando queste cose non posso dire che siano facili da perseguire e anzi spesso me ne sono allontanato, e questo perchè  la condizione umana,come dicevo nel precedente post,  non è in grado di evitare il male e di essere sempre razionali, ma a volte c’è una incapacità per gli strumenti a nostra disposizione… perché in qualità di esseri umani siamo soggetti a forti tensioni sessuali e riproduttive dovute al perseguimento di un bene superiore che è il proseguimento della specie, se vogliamo queste tensioni sono gli effetti collaterali di un “bene superiore” che non dobbiamo contrastare.

E allora cosa dovremmo fare, siamo chiusi tra due scelte invincibili, i nostri limiti e un bene superiore da non ostacolare, la risposta secondo me è semplicemente renderci conto dei nostri limiti… non siamo ne saremo mai perfetti, razionali, in una lineare crescita positiva, ma al contrario spesso cadiamo. Quello che possiamo fare è accettare queste cadute considerandole appunto come cadute, inevitabili, ma cadute, che tuttavia non ci impediscono di percorrere la nostra strada o meglio la nostra giusta strada. Se noi invece non le considerassimo come cadute ma invece come nostri diritti o addirittura virtù, queste inizierebbe ad ingrandirsi (degenerando) e ad inghiottirci rendendoci impossibile il percorrere la nostra strada.

Quindi nel tema oggetto di discussione, pur nella consapevolezza della molto ardua difficoltà nel evitare di compiere la M. e pur nella consapevolezza che alla fine ci si cade alla domanda iniziale mi sento di rispondere,

non posso affermarlo con certezza ma penso che dovrebbe essere una cosa non positiva come atto, e che quindi bisognerebbe cercare di evitare, e tuttavia sono consapevole della quasi inevitabilità dell’atto,  per un individuo nella norma,  quindi secondo me quando inevitabilmente accade occorre considerarlo come una caduta e non come una virtù, ma una caduta dalla quale ci si può rialzare fiduciosi perché appunto era forse inevitabile per noi.

 

Sul concetto di inevitabilità ma di fiducia vorrei fare un analogia, a voi piace fare qualcosa in particolare giusto? magari giocare a un videogioco o a calcio ebbene voi prima di una partita siete sicuri che non commetterete mai un errore? Nessuno neanche il più piccolo? Ovvio che no! ma questa consapevolezza vi impedisce di iniziare a giocare oppure di riprendere il gioco dopo aver commesso un insignificante errore?
certo che no!
Questo è quello che voglio dire l’errore non vi impedisce di continuare, riprendete a giocare pur consapevoli che forse ne commetterete un altro, ma la sicurezza di commettere nuovamente un errore non vi farà certo dire che quell’errore non è un errore ma una mossa di abilità, è un semplice errore da superare per portare a termine la propria partita.

Queste mie considerazioni concernono l’atto oggettivamente considerato, cioè stiamo discutendo per astratto se la masturbazione in se è un bene o un male? Ho provato a dare una mia teoria, poi i teologi e i sacerdoti hanno molta più competenza di me sul peccato dal punto di vista soggettivo…  che poi l’elemento più importante teologicamente parlando è proprio quello soggettivo, ed infatti leggendo trattati e lo stesso catechismo si può vedere come in molti casi persone che commettono un atto oggettivamente peccaminoso siano soggettivamente senza colpa, non solo nel caso si assenza di malafede ma anche per la condizione personale in cui si trovano, menziono un collegamento a tal proposito:

http://ricerca.gelocal.it/lanuovasardegna/archivio/lanuovasardegna/1999/10/07/PA606.html

Come sempre spero di aver dato uno spunto di riflessione interessante e se ci sarà qualche contributo che mi farà modificare la mia opinione sarò lieto di accoglierlo

Anche questa volta chiedo scusa ai dotti

Ciao

Sman

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