Chiamatele Emozioni…

Cosa sono le passioni e i sentimenti?

A cosa servono, qual’è il loro scopo? allora al fine di rispondere a queste domande e anche per sperimentare un bella filosifia del passato, per un pò ho provato a essere un pò stoico, a limitare le mie passioni e le mie spinte, adottare la più assoluta impassibilità freddezza e distacco… ci ho provato per alcuni giorni, posso dire che ho sperimentato alcuni aspetti positivi e negativi di questo stile di vita e filosofia, sicuramente una maggiore freddezza e distacco ti permette in  teoria una maggiore efficienza nell’agire (anche se non sono in grado di misurarla e a volte è più un impressione che altro) però d’altro canto tutto quello che trattieni è come energia che non trova sfogo… potere inespresso… che a lungo andare ha degli effetti controproducenti… occorre quindi capire bene quale può essere la giusta via…

Innanzitutto cosa sono le passioni e i sentimenti, perchè esistono e a che servono?
Applichiamo la maiuetica socratica, cerchiamo le risposte negli altri, cosa ci dicono alcuni utenti di yahoo answer alla domanda cosa sono i sentimenti e a cosa servono:

ci sono sentimenti positivi e negativi,quelli positivi dipendono da Dio che è amore.
Dio ha creato l’ uomo donandogli sentimenti buoni,fino a quando satana non ha tentato l’ uomo corrompendolo e facendolo disubbidire alla volonta di Dio

il sentimento è “sentire” è uno stato d’animo energetico una vibrazione o forza vitale interna positiva o negativa che se percepito correttamente ci guida le azioni esterne. ad esempio la collera e la gioia sono sentimenti che si percepiscono abbastanza bene, essi sono una sorta di tensione interna che deve sfogarsi venir fuori esprimersi..può trovare sfogo anche nella pitturao nella scrittura o nel mettere al mondo un bimbo oppure lottando per il bene comune per la democrazia oppure si manifesta lavorando duramente e a rischio per la giustizia e la libertà ….senza sentimenti siamo lattughe

i sentimenti sono meccanismi elettro-chimici del nostro cervelloli abbiamo per la sopravvivenzaad es. l’amore è alla base dell’accoppiamento e della riproduzione

Wikipedia definisce la loro  principale funzione nel rendere più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza, reazione che non utilizzi cioè processi cognitivi ed elaborazione cosciente.  http://it.wikipedia.org/wiki/Emozione.

Tutte queste definizioni sono corrette… Ma cosa possiamo dire siano essenzialmente le emozioni? possiamo convenire che alcune emozioni hanno uno scopo funzionale atto alla sopravvivenza della specie, l’ira aiuta a difendermi, la paura si occupa di farci mettere in salvo una volta appurato l’impossibilità di risolvere in modo efficiente un problema potenzialmente dannoso per noi.

Per fare un esempio su cosa possono essere le emozioni possiamo definirle come il firmware interno al nostro organismo, i firmware sono quei programmi istallati di solito nei dispositivi elettronici che permettono di istallarci su i programmi che li fanno funzionare, oppure per rendere più semplice l’esempio sono il programma bios che è installato nei pc, qualcuno di voi che aveva i vecchi pc vedeva quando li accendeva una schermata blu, poi una nera e poi windows, ebbene quella blu era il bios che era installato nei computer dalla loro creazione, bios aveva tutte le istruzioni necessarie per far partire il Dos, il programma base dei computer, e Dos aveva le istruzioni per far partire Windows che è l’interfaccia che permette la migliore relazione macchina-utente. Più o meno secondo me la stessa cosa sono le emozioni, sono la programmazione base, che preinstallata dentro di noi è atta alla sopravvivenza… Le emozioni primarie definite sono: la paura, la rabbia, la tristezza, l’accettazione, il disgusto, l’attesa e la sorpresa.

Adesso non voglio addentrarmi nella psicofisica per definirle, quello che vorrei indagare in questa sede è come dobbiamo comportarci con esse? è giusto ripudiarle e essere impassibili ad esse, essendo consapevoli che sono insite alla natura umana, sono nel nostro codice di programmazione… la risposta potrebbe essere si, facciamo come i buddisti predichiamo l’impassibilità, oppure no viviamole appieno…

Nella breve esperienza che ho fatto di contenimento assoluto delle emozioni, devo dire che mi è sembrato di aver avuto un netto miglioramento nella capicità analitica di gestire le situazioni, le emozioni spesso riescono ad influenzare il nostro modo di agire in negativo (sia chiaro anche in positivo ed è su questo che si basa del resto la PNL utilizzare come uno strumento le emozioni a nostro favore, ma a me non piace quest’ultima ipotesi è come imbrogliare o se vogliamo è come utilizzare qualcosa per uno scopo diverso dal loro fine naturale, avete presente i motivatori aziendali che spingono all’entusiasmo innaturale verso il proprio lavoro oppure al successo… no, non mi piace proprio). Tornando alla mia breve esperienza, il contenere troppo le emozioni ha determinato anche un eccessivo accumulo di energia emotiva che non trovava sfogo… e più passava il tempo e più era difficile contenerla… quindi diventa un problema, però il beneficio del contenimento era stato molto positivo, come fare quindi a contenere le emozioni e contemporaneamente non esplodere? ci possono essere due vie secondo me, o guadagnare un assoluta impassibilità per la quale ci vuole molto tempo e fatica, o imparare a contenerle.

Per quanto riguarda l’assoluta impassibilità, ammetto che è un ipotesi affascinante, diciamoci la verità le persone fredde ci sembrano sempre le persone che maggiormente ci intrigano, mostrano sicurezza anche se a volte possono sembrare antipatiche e spocchiose… le persone fredde sembrano essere dei palloni gonfiati, ma essere superbi di per sè è già un emozione anzi un sentimento… quindi forse chi ci dimostra freddezza magari poi tanto impassibile non lo è… Ma allora è giusto o no essere impassibili? Rispondo che se. e solo se , si riesce a contenere in modo del tutto efficace e efficiente l’emozione e non si ha un esplosione di energia accumulata si, se infatti non riusciamo a contenere bene l’energia poi la cura finisce di esser peggio della malattia, in questa sede non riesco a definire come questo potrebbe avvenire, magari ci sono tecniche orientali di meditazione che possono essere utili… questo argomento andrebbe sperimentato e approfondito.
Ma ora proviamo a ragionare con quel che sappiamo, ritorniamo alla domanda iniziale: a cosa servono le emozioni.in definitiva ci servono per poter dare una rapida ed efficace risposta a delle situazioni impreviste nelle quali l’utilizzo della funziona cognitiva comporterebbe un pericoloso temporeggiare, es cade un oggetto nelle mie vicinanze, la paura mi fa scansare, senza la paura valuterei se è un potenziale pericolo o se non lo è… intanto che valuto se lo è l’oggetto potrebbe colpirmi…
Allora ci è chiaro che le emozioni sono positive, sono appunto dei programmi che ci fanno svolgere una routine appropriata all’imprevisto che stiamo vivendo, ma allora dobbiamo lasciarci andare alle emozioni? no questo no, purtroppo nonostante noi siamo una macchina perfetta… è difficile utilizzare a perfezione tutte le nostre funzioni e a volte facciamo confusioni, le emozioni per funzionare correttamente devono avere una programmazione indipendente dalla nostra ragione, non avrebbe senso avere una funzione primaria che deve agire più velocemente della cognizione che per essere attivata bisogna della cognizione stessa… questo comporta che le emozioni si attivano continuamente… ma poniamoci un altra domanda… quali sono le situazioni nelle quali dobbiamo agire senza pensarci troppo… beh a mio parere sono veramente poche… gli imprevisti appunto e durano per un breve lasso di tempo poi la cognizione diviene necessaria… quindi potremmo proporre di limitare le emozioni strettamente alla loro funzione primaria… Ma sappiamo che loro continuano ad attivarsi continuamente e contenerli provoca un dispendio e accumulo di energia, allora potremmo pensare di limitarle il più possibile cercando di trovare delle occasioni per poterle liberare positivamente… perchè se correttamente sfruttate hanno un grande potere rigenerante (non a caso i giochi si chiamano attività ri-creative). A mio parere dunque le emozioni vanno incanalate e utilizzate liberamente quando necessarie e quando possono avere una forza rigenerante, e controllate in tutte le altre situazioni al fine di non annebbiare troppo quello che noi siamo realmente, la nostra Mente, in quest’ottica siamo noi essere senziente ad utilizzare lo strumento Emozione e non è la funzione Emozione a condizionare una mente senziente, potremmo quindi dire che:

Le emozioni sono una funzione primaria atta a preservare la specie, la mente senziente razionale non fa nulla per impedirne l’attivazione quando il loro fine è attivare una routine comportamentale che richiede una rapida azione impropria alla funzione cognitiva, ne controlla e contrasta l’influenza in tutte le sue attività superiori e cognitive e ne favorisce l’utilizzo a scopo ricreativo.

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