Il sistema istituzionale del futuro?

Molti grandi filosofi si sono occupati di provare a definire quale fosse la migliore organizzazione sociale umana, mi viene in mente la res pubblica platonica, dove l’umanità è divisa in tre caste ognuna delle quali ha una funzione specifica.

Ho quindi provato a pensare anche io, nel mio microscopio a immaginare quale possa essere il sistema politico istituzionale per l’uomo. Sono partito da un assioma, tutto ciò che è umano è imperfetto quindi non voglio avere pretese di soluzioni definitive, inoltre voglio provare a definire un sistema per un tempo storico con gli strumenti del tempo per l’uomo del tempo, questo implica che la scienza e la cultura potrà portare a superarlo con un sistema migliore.

Partiamo dal valutare i sistemi attualmente vigenti, la democrazia liberale, e poi dei partiti di massa, era sicuramente il miglior sistema per la società occidentale dal XVIII al XX secolo… pur con tutti i suoi limiti ha permesso grandi progressi:
a differenza della monarchia e del feudalesimo era una società più mobile e competitiva che ha permesso un notevole progresso per l’umanità, inoltre permetteva alle idee di germogliare e se sufficientemente supportate di modificare la società e alla lunga a prevalso sull’altro sistema politico moderno: il totalitarismo, a differenza di questo infatti pur essendo meno efficiente e in qualche caso efficace aveva la forza della libertà e della competizione che favoriva e la faceva tendere al progresso…

La domanda è: questo sistema è migliorabile? torniamo al concetto iniziale: tutto ciò che è umano è perfettibile, allora occorre ridefinire la domanda: alla luce del progresso attuale dell uomo può esistere un sistema politico istituzionale migliore per l’Uomo?

Per rispondere alla domanda occorre innanzitutto definire che cosa intendiamo per migliore, per me un sistema politico è migliore di un altro se rende più felici i cittadini o se vogliamo se massimizza con i mezzi a disposizione il benessere collettivo per un tempo non finito, dove per benessere deve intendersi non solo quello economico ma anche sociale e culturale.

Allora il passo successivo è capire quali sono i limiti della democrazia liberale e se è possibile migliorarli: sicuramente uno dei limiti della democrazia è la corruzione che è un effetto collaterale della condivisione delle responsabilità e della pubblicità della sovranità, con pubblicità della sovranità intendo che ad esempio un vigile o un carabiniere è al servizio della collettività e non ha in appalto la sicurezza dei cittadini, cioè non è proprietario della sicurezza che è un bene pubblico e non privato, questa condizione determina un conflitto di interessi tra l’interesse del singolo privato che occupa una carica pubblica, e la carica pubblica che occupa.
Un altro limite della democrazia sono gli ostacoli sociali al potere, chi è ricco ha sempre un vantaggio nel raggiungere posizioni di potere… e nonostante ci sia il voto le persone con meno mezzi economici hanno maggiori difficoltà a veder affermati i propri diritti…
Quale può essere un altro sistema, la dittatura del proletariato forse? la risposta è negativa perchè se anche si risolve il problema dei mezzi economici resta il problema soggettivo del conflitto tra interesse privato e pubblico, che non può essere controllato con le leggi perchè ricade nella sfera dell’individuo e non è un elemento oggettivo che si può risolvere con una norma.

Allora quale possibile soluzione? Facciamo un passo indietro, la democrazia attuale   da cosa deriva? dove hanno preso l’idea i filosofi illuministi per concepirla? la risposta che possiamo dare è nelle antiche democrazie greche, ma queste erano simili alle attuale democrazie? assolutamente no, perchè erano democrazie dirette, e le democrazie dirette erano riproducibili quando fu concepita la democrazia moderna, la risposta è no, ma oggi lo sarebbero? mi viene da rispondere con i mezzi telematici attali probabilmente si, ma allora la democrazia diretta è la migliore forma di democrazia possibile senza lati oscuri? contrariamente a quanto si potrebbe pensare devo rispondere in modo negativo, e questo perchè le masse in quanto tali sono facilmente manipolabili e non ritengo corretto che a decidere di agricoltura sia un musicista o di musica un agricoltore, la competenza è un elemento troppo importante per buttarlo via (ricordiamo che fu un assemblea del popolo a condannare Socrate), ma allora bisogna delegare i competenti e quindi si ritorna alla democrazia delegata moderna… pare non esserci soluzione, se non quella che prospettava Platone, ovvero due caste sopra alla casta del popolo, composta una da filosofi che si dedicano solo al bene comune e un altra di soldati che devono mantenere l’ordine, caste che non hanno un interesse privato perchè non hanno una vita privata vivono in una caserma e il loro fine è servire lo Stato. Ovviamente questa è una provocazione… ma esiste una possibile soluzione al conflitto tra interesse pubblico e interesse privato? io penso di si e si chiama controllo sociale, questo in realtà dovrebbe esserci sempre stato con la stampa e l’opinione pubblica, ma la stampa è fatta dai giornali che sono un ente economico, l’opinione pubblica è spesso condizionata da opinion leader che provengono dalle classi sociali più agiate… e molto spesso ad alcune idee e opinioni non viene data l’opportunità di emergere… allora cosa fare? una risposta che mi sono dato è imporre con sistemi anche informatici la massima trasparenza e pubblicità possibile degli atti pubblici, inoltre andrebbero aumentati gli esercizi di democrazia diretta come i referendum propositivi su alcune materie. Questo perchè con internet si sono diffuse delle pratiche innovative e virali come il fenomeno wiki e delle comunità, individui che si aiutano e condividono in modo autonomo e eterodiretto le informazioni… pensiamo a wikipedia, ogni utente può inserire le informazioni che vuole, tuttavia tali informazioni sono controllate da moderatori competenti che le oscurano se non rispettano alcune regole (in genere la fonte) tutto volontariamente… a fare la differenza sono gli e-cittadini che controllano e sono attivi… si accorgono di tutto e riescono a modificare gli atti in corso d’opera… e la differenza con il passato è che i cittadini attivi non sono controllabili facilmente, tentativi fasulli sono spesso smascherati… e l’emergere di un opinion leader o di un idea e il suo successo dipende solo dalla sua efficacia e efficienza, più che di e-democracy sto parlando di wiki-democracy… certo anche questa ha i suoi limiti ad esempio le politiche di marketing di controllo e indirizzamento dell opinione, ma per la sua stessa natura la wiki-democracy potrebbe darsi delle regole migliori per funzionare, sarebbe sempre una democrazia delegata ma ogni singolo atto sarebbe vagliato da milioni di occhi pronti ad intervenire, sicuramente maggiore potere risiederebbe nei wiki-cittadini più attivi rispetto a quelli meno attivi, ma la differenza verrebbe individuata dal grado di attivismo di ogni cittadino, molti che prima restavano nell’ombra potrebbero emergere e inoltre la platea dei wiki cittadini attivi sarebbe molto più vasta degli attuali cittadini attivi, sarebbe sicuramente un sistema imperfetto, in quanto umano, ma forse migliore dell’attuale.

sman

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