A cosa serve la filosofia?

Oggi, io l’ultimo dei dilettanti o l’ultimo per importanza di coloro che si cimentano o meglio si dilettano nell’arte del filosofare mi pongo una domanda alquanto irriverente, ma a cosa serve la filosofia? Per prima cosa cerchiamo di capire cos’è la filosofia?
La nostra amica Wiki vediamo ci dice:
“Lfilosofia (dal greco φιλοσοφία, composto di φιλεῖν (philèin), “amare”, e σοφία (sophìa), “sapienza”, ossia “amore per la sapienza”)[2] è un campo di studi che si pone domande e riflette sul mondo e sull’uomo, indaga sul senso dell’essere e dell’esistenza umana e si prefigge inoltre il tentativo di studiare e definire la natura, le possibilità e i limiti della conoscenza.

Prima che un campo speculativo, la filosofia fu una disciplina che assunse anche i caratteri della conduzione del “modo di vita”, ad esempio nell’applicazione concreta dei principi desunti attraverso la riflessione. In questa forma, essa sorse nell’antica Grecia.[3]

A rendere complessa una definizione univoca della filosofia concorre il dissenso tra i filosofi sull’oggetto stesso della filosofia: alcuni orientano l’analisi della filosofia verso l’uomo e i suoi interessi così come viene esposto nell’Eutidemo di Platone, per cui essa sarebbe «l’uso del sapere a vantaggio dell’uomo».[4]

Nel prosieguo della storia della filosofia altri autori che seguono questa opinione sono per esempio Cartesio («Tutta la filosofia è come un albero, di cui le radici sono la metafisica, il tronco è la fisica, e i rami che sorgono da questo tronco sono le altre scienze, che si riducono a tre principali: la medicina, la meccanica e la morale, intendo la più alta e la più perfetta morale, che presupponendo una conoscenza completa delle altre scienze, è l’ultimo grado della saggezza»),[5] Thomas Hobbes,[6] e Immanuel Kant, il quale, definisce la filosofia come «scienza della relazione di ogni conoscenza al fine essenziale della ragione umana».[7]

Altri pensatori ritengono che la filosofia debba puntare alla conoscenza dell’essere in quanto tale secondo un percorso che, fatte le debite differenze, va dagli eleati[8] sino adHusserl e Heidegger.”

Quindi fondamentalmente quando la filosofia è nata aveva come scopo primario quello di “conoscere tutto ciò che circonda l’uomo” cioè era un viaggio nella conoscenza tout court.

Ma oggi avrebbe senso per la filosofia, indagare sull’origine dell’universo o sulla composizione dei materiali e di come essi interagiscono? Ovviamente no… da essa e oramai da secoli si è emancipata la moderna scienza ed il metodo scientifico…

Quindi epurata dalla scienza la filosofia dovrebbe essere essenzialmente  occuparsi di come l’uomo pensa, e di perchè esso pensa? beh  oltre che la scienza dalla filosofia si sono anche emancipate le neuroscienze e la psicologia che indagano nei meccanismi della mente.

Cosa resta, l’ontologia, cioè cosa è l’essere? cosa siamo noi? ma siamo sicuri che a questa domanda può dare una risposta la nostra ragione? l’essere che esiste può giustificare perchè esiste?
Il motivo e la natura dell’esistenza devono essere qualcosa di altro rispetto all’esistenza in sè e quindi inconoscibile dall’esistenza, una risposta può essere solo ipotizzata dalla filosofia, ma sarebbe una risposta soggettiva non oggettivabile, l’unica cosa certa è che l’esistenza è, ma non sappiamo cosa essa sia, possiamo sapere in cosa consista praticamente, cosa fa, come si comporta, come interagisce, quali sono le sue proprietà, sapere cosa è l’esistenza e come chiedersi “che cosa è è?” La ragione dell’esistenza è il limite inferiore dell’infinito… se l’essere e l’io sono l’infinito, questo si tratta di un infinito con un inizio, un infinito creato nel tempo… il definire l’essere per la filosofia è come capire cosa c’era prima del “big bang” per la fisica…. l’autoindagine dell’essere su cosa sia l’essere e come svuotare un secchio d’acqua con un bicchiere immerso nel secchio senza farlo emergere mai in superficie, cioè è il bichiere si riempie d’acqua ma non se ne può mai svuotare, può cambiare l’acqua all’interno del bicchiere, ma l’acqua all’interno del secchio resta sempre la stessa… l’unico risultato che avremmo è di aver mosso un pò d’acqua, per svuotare il secchio dobbiamo fare emergere il bicchiere dal secchio e svuotare l’acqua al di fuori di esso, quindi, tornando all’essere, dovremmo diventare non essere per definire l’essere ma questo ci è impossibile… l’essere è una condizione che non si può abbandonare e che non si può capire se non essendolo.

Forse le neuroscienze potrebbero un giorno definire come le connessioni neurali divengono autocoscienza… ma non potranno osservare l’autocoscienza in sè ma solo i suoi effetti fisici (elettricità) e saremmo sempre al punto di partenza…
Quindi la definizione dell’essere può avvenire solo al di fuori dall’essere da un ente che sia contemporaneamente non essere per guardare dall’esterno l’essere e essere per comprendere l’essere, ergo può essere rivelata (metafisica-religione) o scoperta (scienza) ma essendo ciò che c’è prima inosservabile dall’essere, come detto, ciò esclude la scienza… quindi dobbiamo solo sperare nella religione… ma in ogni caso non nella filosofia.

Quindi impelagarsi in una simile discussione finisce per essere inconcludente per la filosofia stessa…

Allora cosa resta? l’Etica! cos’è l’Etica se non il corretto modo di comportarsi… ovvero il modo dell’essere, ma l’essere è un incognita (x) quindi l’etica è il modo di x inoltre il modo di cosa e per cosa? quindi l’etica è il modo di x per x? tuttavia con il fine siamo più fortunati che con l’essere, il fine dell’essere può essere la massimizzazione dei benefici connessi alla sua esistenza in quanto tale… ovvero la felicità, la vera felicità… tra l’altro poter definire il modo in cui raggiungiamo un fine e quale sia questo fine ci permette di capire come siamo… cioè ci permette di realizzarci come individui tutti esistiamo allo stesso modo, ma siamo in modi diversi… (Marco è una brava persona, Giuseppe è furbo) quindi a mio pare il compito della filosofia, è occuparsi di quel che può definire e quindi il fine dell’uomo, capire quindi quale sia il suo vero fine ovvero la vera felicità e il modo in cui la si raggiunge utilizzando a tale scopo tutti gli strumenti della ragione o rivelati.

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One thought on “A cosa serve la filosofia?

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