Come si dovrebbe fare Filosofia?

La mia irriverenza sta toccando livelli stellari :), dopo essermi permesso di chiedermi a cosa serve la filosofia, voglio ora indagare su come si dovrebbe correttamente filosofare…

Premessa d’obbligo… non posso permettermi di considerarmi o di presentarmi come un filosofo, almeno da un punto di vista accademico o scientifico… ma solo come come un bambino affascinato da tanti maestri che hanno scritto della sapienza e dell’uomo… e per quest’amore per la filosofia e per questi grandi maestri mi viene da alzare la mano e proporre alcune domande… come un alunno svogliato interessato per un momento da alcune nozioni dell’insegnante.

Mi domando, ricollegandomi a quanto detto nel precedente post a cosa serve la filosofia,
se oramai non ha più senso occuparsi di scienza e di psicologia solo con la filosofia, ma dobbiamo principalmente proporci di capire come raggiungere la Felicità che sia vera ed autentica attraverso una modalità coerente a questo fine che chiameremo Etica.
Come deve avvenire ciò?
In questi mesi sto leggendo con piacere molte delle opere dei grandi pensatori del passato e del presente, il loro pensiero e modo di esprimere i concetti è meraviglioso in alcuni casi leggerli è un idillio e diletto per la mente.

Tuttavia non nascondo che tradurre i più importanti concetti espressi nella storia… non è cosa semplice, a volte risulta molto complesso e non sempre son sicuro di esserci riuscito appieno, quindi ritengo che se la filosofia è una via per la felicità, a volte la sua decodifica non è semplice, come se la semplicità divulgativa non fosse un elemento primario.

Ma se abbiamo detto che la filosofia è uno strumento che permette all’uomo di raggiungere la felicità (forse è un pò riduttivo definirlo uno strumento… ma semplifico solo per comodità… ) e se l’etica è il mezzo atto a questo fine, è corretto porre ostacoli ulteriori a quelli che la vita pone già in essere? ritengo di no, quindi a mio parere occorre che la filosofia cerchi di semplificare il modo in cui comunica all’uomo.

Oggi e negli ultimi secoli i scrittori hanno scritto per un élite, poi era compito di questa élite culturale assorbire i concetti e filtrarli e diffonderli alla società… ma perché non provare a renderli comprensibili immediatamente, perché avvalersi di un filtro sociale… il filoso a mio modo di vedere deve essere attivo nella diffusione del suo pensiero ad un pubblico sempre più vasto, deve contribuire a sviluppare senso critico nei suoi interlocutori, e non provare a convincere quanto piuttosto a porre domande e possibili risposte ad interrogativi aiutando gli astanti a far proprie le sue risposte, oppure a trovare risposte alternative in modo metodologicamente corretto…. deve essere sempre pronto a ridefinire i propri concetti, non deve escludere che una verità possa essere manifestata da chi apparentemente sembra essere un improbabile filosofo.

Quindi lo scopo della filosofia deve essere in primis quello di insegnare o meglio di condividere le nostre opinioni con gli altri, per verificarle e renderle fruttuose, ma non deve essere statica ma dinamica, nel senso che la filosofia deve andare incontro all’uomo e non l’uomo verso di essa. E ovvio che magari certi concetti arriveranno all’uomo attraverso l’Arte, la Letteratura o il Cinema… ma queste arti non possono da sole diffondere concetti, il filosofo deve provare ad arrivare all’Uomo…

Leggendo quello che scrivo mi viene da pensare a quello che forse è stato il primo grande filosofo SOCRATE, la sua maiuetica, il suo interrogare continuamente l’interlocutore, il suo cercare di dialogare con un linguaggio semplice verso chiunque e il suo porsi come saggio ignorante sembrano sposare a pieno questa mia visione, ho cercato un pò su internet e forse per mia colpa non ho trovato nessuna corrente filosofica che si rifaccia o si sia rifatta direttamente a Socrate (come sono esistiti i neo platonici, i neo kantinai o hegeliani) forse perchè Socrate è il filosofo per antonomasia e tutti i filosofi sono Socratici (e non solo i suoi diretti discepoli come Platone), ma non sò se tutti abbiano mai sposato pienamente le sue idee… con la maggiore irriverenza possibile mi piacerebbe appartenere a una filosofia che amerebbe chiamarsi Neosocratica… sono consapevole della mia impertinenza assoluta, ma del resto io non sono un filosofo mi diverto a parlare di queste cose e quindi nella mia ignoranza e incompetenza ritengo che il pensiero socratico ancora oggi possa ritenersi attuale… la sua volontà di insegnare un metodo, di dialogare con chiunque, di accettare che la verità sulla vita possa essere emessa anche da chi non ne ha “titolo” la ritengo un’approccio corretto… poi vorrò sicuramente approfondire Socrate come filosofo magari gli dedicherò un post.

Vorrei infine fare un ultima precisazione, quando parlo di verità, non parlo di verità assoluta o verità matematica (la prima propria della religione la seconda della scienza) quanto piuttosto come quei concetti che allo stato in cui li formuliamo e considerando tutte le conoscenze che ci sono possibili ci risultano i migliori per raggiungere una vita felice, (e per conoscenze intendo anche le verità matematiche che apprendiamo e religiose che accettiamo). Questa mia definizione mi pare che elimini ogni dubbio sulla non immutabilità di queste verità e anzi a mio parere il filosofo dovrebbe sempre essere alla ricerca di opinioni diverse da confrontare con le proprie…

Beh ci son tate altre cose che vorrei scrivere ma la mia irriverenza oggi per oggi è stata abbastanza.

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5 thoughts on “Come si dovrebbe fare Filosofia?

  1. L’ha ribloggato su Enchiridione ha commentato:
    Condivido moltissimo i contenuti di questo post. La filosofia oggi può forse farsi strada in questo modo. Il passo che sembra non si riesca a fare è evitare il filtro elitario; insomma, approdare a una ‘politica’, inserirsi nel tessuto sociale per migliorarlo mediante un insegnamento che prima di tutto è metamorfosi e dinamicità.

  2. Tra colleghi ci si comprende meno che tra stranieri o tra stelle ed occhi. Ma ti seguo e ti leggo, tempo e volontà permettendo. Per curiosità. Non si sa mai. Tutto comincia dalla meraviglia secondo qualcuno, dal risentimento per un altro. Per me è l’inaccettabilità.
    Più che altro perché entrare e vedere l’immagine lì, quasi mi commuove. Commuoversi fa male. Quindi fa bene.
    Io sposo una “concezione” di filosofia deleuziana, quindi forse stonata rispetto a quella proposta in questo articolo. Le note sono quelle. Ma è interessante la proposta di riflessione. Interessante il blog.
    Un saluto.
    : )

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